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domenica 27 dicembre 2009

Le Arti Marziali che studio e che sicuramente studierò

Cari lettori,
Ora vorrei elencarvi tutte le arti marziali che mi interessano e che vorrei praticare (e sicuramente lo farò):

Kickboxing: Questa è la mia arte, non la reputo arte marziale pura, bensì sport marziale, lo iniziai tempo fa per difesa, ma col tempo potei iniziare ad apprezzare le sue radici orientali e le sue filosofie più profonde. E' un'arte molto impegnativa, ma che a differenza delle arti marziali i risultati li da sin da subito. Adatta all'autodifesa e per chi ama la combinazione pugni calci, in un mix di velocità, potenza e precisione

Jeet Kune Do: Questa sarà la mia prossima arte, arte marziale PURA, Jeet significa "intercettare", Kune "pugno" e Do "via"; Jeet Kune Do significa, quindi, la "Via del pugno che intercetta" (un po' di informazioni è bene darle). Il fondatore di questa Arte è il grande Bruce Lee, che iniziò a praticare arti marziali a 13 anni (Il Wing Chun che dopo passerò ad analizzare)...Appena arrivato a San Francisco si iniziò ad interessare molto alla boxe, e siccome la sua arte si svolgeva da breve o brevissima distanza era molto impreparato a lunga distanza pensava che un buon artista marziale dovesse essere completo: era, quindi, indispensabile saper tirare calci da lontano e da vicino, pugni alti e bassi; Lee approfondì anche le sue conoscenze scientifiche: kinesiologia, fisiologia, dietistica, ecc...

« Per cogliere l'essenza delle arti marziali occorrono intelligenza, lavoro assiduo e perfetta padronanza delle tec­niche. Per dominare un'arte marziale non sono sufficienti un allenamento intensivo e l'uso della forza. È necessario «capire», e presupposto della comprensione è lo studio del­lo sviluppo del movimento naturale in tutti gli esseri viven­ti. Ma è utile anche osservare gli altri, i modi e la rapidità con cui agiscono e i loro lati deboli. Anzi, proprio la cono­scenza di questi elementi ci consente di battere i nostri avversari. »

Al contrario di molte credenze popolari, il JKD non è affatto un'unione di più arti marziali o di singole tecniche prese da vari stili e assemblate tra loro, o di uno stile rigido. Alcuni lo ritengono uno stile, altri un metodo, altri una filosofia marziale.
I principi del JKD
« 1. Rigorosa economia strutturale nell'attacco e nella difesa (attacco: arti avanzati vivi/difesa: mani che trafiggono).
2. Armi versatili, calci e pugni sferrati "con arte senza arte", senza attenersi ai metodi, per evitare parzializzazione

3. Ritmo spezzato, mezzo ritmo e ritmo intero o ritmo di trequarti (ritmo del JKD nell'attacco e nel contrattacco)

4. Allenamento coi pesi, allenamento scientifico supplementare e messa a punto completa

5. Movimenti diretti, il "movimento diretto del JKD" in attacchi e contrattacchi sferrati dalla posizione in cui si é (senza modificarla)

6. Tronco mobile e lavoro di gambe disinvolto

7. Materia morbida e tattiche di attacco imprevedibili

8. Corpo a corpo spietato:

- abbattimento con astuzia
- atterramento
- presa stretta
- immobilizzazione
- Irrobustimento dell'intero organismo (allenamento totale e allenamento mediante contatto, su bersagli mobili)

10. "Armi" potenti rese aguzze dal continuo "affilamento"

11. Espressione individuale e non produzione di massa, vitalità e non morta applicazione di regole classiche (comunicazione vera)

12. Oltre ai movimenti fisici, cura la 'continuità dell'io che si esprime'

13. Totalità, non frammentarietà strutturale

14. Rilassamento e insieme potente penetrazione. Ma un rilassamento ricco di elasticità, di scatto, non un corpo fisicamente rilassato. E versatilità mentale

(interiore)

15. Flusso ininterrotto (movimenti rettilinei e curvi, in alto e in basso, verso destra e verso sinistra, passi laterali, oscillazione verticale e circolare del busto, movimenti circolari con le mani)

16. Atteggiamento ben bilanciato durante il movimento, costantemente. Continuità fra massima tensione e massimo rilassamento. »


Ci sarebbe da parlare ancora, infatti aprirò un intervento propio su questo stile.

Kung Fu: inizialmente questa arte aveva il nome si WuShu e poi GongFu ed infine Kung Fu; Quest'arte si dice sia originaria di oltre 4000 anni fa. Essa è caratterizzata da due stili quelli interni e quelli esterni.

Stili Interni
Tàijíquán
Xíngyìquán
Bāguàzhǎng

Stili Esterni
Shaolinquan (letteralmente "Pugno della Giovane Foresta")

Wing Chun
Il nome è l'abbreviazione di Wing Chun Kuen (Pugilato dell'Eterna Primavera)

Choy Lee Fut
stile ideato da Chan Heung nel 1836 dalla sintesi degli stili di kung fu che imparò in gioventù da 3 grandi maestri. Lo stile è composto da innumerevoli forme, sia a mani nude che con le armi. Lo stile è caratterizzato da movimenti ampi e veloci di braccia che mirano al colpire senza tregua uno o più avversari durante un combattimento.

Bājíquán
Letteralmente boxe delle 8 direzioni, calci bassi e colpi portati in modo "esplosivo"; è ora lo stile praticato ufficialmente dai militari dell'esercito cinese.
Fānziquán
Hóngjiā stile ampiamente conosciuto per via della sua efficacia nel combattimento e nel rafforzamento del corpo del praticante.
Meihuaquan
Hongquan
Baimeiquan stile taoista del soppraciglio bianco, leggendariamente fondato e praticato da colui che avrebbe tradito il monastero di Shaolin (Pak Mei).
Tongbeiquan
Lanshoumen
Sanhuang Paochui
Bafaquan
Mingtangquan
Mizongquan
Sunbinquan
Rougongmen
Kejiaquan
Yingmenquan
Feihuquan
Goujiaquan

Wing Chun: è uno stile derivato dal Kung Fu, esso è lo stile dell' Eterna Primavera, Si dice che fu fondato da una monaca buddhista per autodifesa (è infatti una delle arti per l'autodifesa per eccellenza). I principi di quest' arte sono 7:

Il principio della linea centrale.
Il principio di simultaneità di attacco e difesa.
Il principio del cuneo.
Il principio della "raffica continua".
Il principio della molla.
Il principio dei quattro cancelli.
Il principio del gomito fisso.


Ci sono anche altri 2 principi quello del combattimento e quello della forza:

Principio del Combattimento:

Se la strada è libera avanza

Se la strada è chiusa "appiccicati" all'avversario

Se l'avversario avanza, cedi

Se l'avversario indietreggia seguilo

Comprendi in ogni istante che il tuo corpo è soltanto un vestito, muoviti con energia costante, l'energia costante è l'armonia dell'intero universo


Principio della Forza:

Liberati della tua forza

Liberati della forza dell'avversario

Usa la forza dell'avversario

Somma la tua forza alla forza dell'avversario

A breve un post specifico per ognuna di queste arti.

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